#De-strutturazione del #Fuoristradista

Aggiornamento: 8 feb 2021

“Voglio porre agli stessi fuoristradisti delle riflessioni che spesso non si fanno, o balenano nella mente e si sviluppano in discorsi durante nottate attorno al fuoco, chi nel deserto, chi nel greto del torrente, senza trovar risposta scientifica. Perché siamo fuoristradisti? Perché sfidiamo i limiti? Una sfida originale. Innanzitutto, “fare fuoristrada” significa utilizzare dei mezzi a trazione integrale per poter percorrere strade a fondo naturale, sconnesse ed impervie, per diverse motivazioni. Un gesto troppo spesso sulla strana bilancia tra economia, status e diffidenza, disistima e stigmatizzazione da parte della collettività, cioè qualcosa che è addirittura deviante, dato come al di fuori delle regole sociali attese, ciò che “urta la coscienza comune”. Dietro, invece, c’è un microcosmo affascinante. C’è una società in miniatura, ideale, con alti valori, composta da tutte le estrazioni sociali possibili, età, esperienze, in cui vigono solidarietà e rispetto, sogni, aspettative, regole, scelte, individui ed interazioni. Parliamo del valore sociale del fuoristrada e del senso di appartenenza ad una Federazione che ha la funzione di coordinare, orientare, proporre a livello nazionale, la disciplina del fuoristrada.”

Estratto da Tesi di Laurea in Sociologia e Servizio Sociale di C. Zoppellaro (2012)

Propongo ancora una volta un estratto da questa tesi di laurea perché offre spunti decisamente attuali. La riflessione che vorrei fare oggi insieme a voi è la seguente:

- Se il tutt'altro che semplice gesto di “fare fuoristrada” implica un valore sociale, seppur in un microcosmo strutturato e dove si sono inevitabilmente formate delle gerarchie universalmente accettate tra loro, quale è l'attuale status nel rapporto tra “fuoristradisti” e “federazioni”?

- Come, in questo momento storico le, diverse e forse anche troppe, federazioni che dovrebbero supportare il passaggio di coscienza dei propri affiliati si pongono all’interno del processo evolutivo?

Altra bella domanda che trova parzialmente risposta sempre nell’estratto proposto quando parla del ruolo delle federazioni che “dovrebbero avere” la funzione di coordinare, orientare, proporre a livello nazionale, la disciplina del fuoristrada, ma allo stesso tempo dovrebbero intervenire nell’abbattere quel muro sociale che fa diventare il gesto del fuoristradista qualcosa di deviante da parte della società, qualcosa al di fuori delle regole sociali attese, ciò che “urta la coscienza comune” come oggi accade quando non vediamo un passante con la mascherina indossata.

Fondamentale sarà però un fatto, ovvero quello di uscire dal quotidiano concetto di essere fuoristradisti. Sarà per noi un momento importante per creare sinergie unitamente alle federazioni, sarà un momento di de-strutturazione di concetti scaduti di identità fuoristradistica.


#mtlogosnet



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